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  • Immagine del redattoreStefano Malfeo

i diari di Ilaria Salis, carcerata ingiustamente a Budapest

IL FATTO

Ilaria Salis è un'attivista antifascista, trentottenne, maestra nella scuola elementare di Monza, laureata in Storia alla Statale di Milano e, purtroppo, incarcerata ingiustamente dall'11 Febbraio 2023 a Budapest . La donna era giunta nel luogo, all'insaputa dei suoi genitori, per protestare contro un gruppo di neonazisti e venne arrestata, in seguito alla manifestazione, mentre si trovava su un taxi. L'accusa prevedeva più reati, due dei quali avvenuti prima che lei raggiungesse il luogo. Le autorità hanno attestato la sua colpevolezza con un video in cui sono presenti persone incappucciate in procinto di aggredire due manifestanti le cui ferite sono state descritte come "letali". Non è stato possibile per gli avvocati di Ilaria visionare questi file che sicuramente sarebbero stati utili per assolvere l'attivista. Inoltre, le cosiddette "lesioni profonde" non sono mai state denunciate e con una prognosi di pochi giorni. Ad aggravare la situazione è l'accusa che la ragazza sia parte di un'associazione a delinquere tedesca, l'Hammerband.

L'UDIENZA

Nell'udienza del 29 Gennaio, Ilaria è entrata in aula ammanettata, sia alle mani che ai piedi. Ha poi ammesso pubblicamente di non meritare nessuna delle condizioni a lei imposte non avendo commesso nessun reato. Salis si è dunque dichiarata innocente, rinunciando così al patteggiamento a lei offerto che prevedeva di undici anni di carcere rischiando, però, una di rimanere carcerata per più di 30 anni! L'attivista, con la sua decisione, non ha perso l'appoggio dei suoi cari: suo padre ha evidenziato come sin da giovane la figlia è stata amante della politica ed è sicuro che lei non sia la responsabile di ciò di cui viene accusata.

SCRITTURA TERAPEUTICA: I DIARI DI ILARIA

Come sempre la scrittura è supporto, un modo per sfogarsi imprimendo su carta tutto ciò che passa nella testa di una persona che è costretta a soffrire ingiustamente, lontana dalla sua patria e dalle persone che ama. E' per questo motivo che Ilaria scrive dei diari in cui racconta di come vive la sua esperienza e di cui, fortunatamente, possiamo avere prova tentando di dare voce ai soprusi che avvengono nel mondo che ci circonda.

La maestra scrive i primi tempi :

"Gyorskocsi Utca. Cella 615. Primi di marzo 2023. Dalla bocca di lupo scorgo alcune guglie e immagino che si tratti di una cattedrale. In seguito scoprirò che in realtà è il Parlamento. Del resto ho trascorso qui a Budapest appena qualche manciata di ore prima di ritrovarmi in manette e della città non so praticamente nulla"

"

E continua il 10 Marzo dopo aver ricevuto la notizia che non potrà più sentire i suoi cari:

"Sono vietati, bloccati per ordine della Procura Generale di Budapest capitale. TUTTI. In pratica non posso parlare neanche con mia madre". "Mi sento tumulata viva, segregata in un mondo alieno, in un baratro oscuro 'dove 'l sol tace' "

E così conclude Ilaria Salis riportando a mente e ,tenendolo stretto al cuore, un verso del celeberrimo Dante, l'unica pietra di aggrappo alla sua Cara Italia



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