"Vergogna", non c'è giustizia per Viareggio
- mariafesta04
- 10 gen 2021
- Tempo di lettura: 2 min

La città di Viareggio e l'intera nazione mostrano sdegno per l'ultima sentenza sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009. In questa data 32 vite sono state sottratte alle proprie famiglie a causa di un incidente ferroviario: il deragliamento di un carro cisterna contenente GPL e la successiva fuoriuscita di quest'ultimo hanno provocato un'esplosione tale da non lasciare scampo alle vittime, rendendo anche diversi edifici irrecuperabili. Molte le famiglie in lutto, i genitori privati dei loro figli, eppure nessun colpevole: dopo anni di indagini, inchieste e processi ancora non si hanno risultati concreti.
Nella giornata di ieri la sentenza della Cassazione non riconosce l'aggravante per infortunio di lavoro con la conseguente prescrizione dell'omicidio colposo. Numerose le proteste verso questo ingiusto verdetto: "Vergogna" la parola che più compare sugli striscioni di cui la città si è riempita, apparsa anche sul maxischermo del palasport di Vittoria Apuana prima della partita di sabato sera.
Rabbia e delusione hanno interessato ancora di più i familiari delle vittime, manifestati da lacrime e grida strazianti. “Ieri è stata una giornata triste e buia per la Giustizia di questo paese". Terribile come, già colpiti da quest'incommensurabile angoscia, i parenti debbano anche essere dimenticati, debbano vivere con la consapevolezza che i loro cari vengano dimenticati, morti per mano di nessuno. Daniela Rombi è una di questi: "Questo per una mamma è un dolore grande come quando è morta mia figlia".
Atroce è la consapevolezza di vivere in uno Stato che, quando accadono tragedie del genere, abbandona i cittadini al loro dolore senza neanche la possibilità di essere confortati da una giustizia che mai riuscirebbe a ripagare tali perdite ma che contribuirebbe a farli sentire parte di una comunità, non lasciati soli. "Noi cercavamo giustizia ma abbiamo incontrato la legge" dice Marco Piagentini che, quella notte, ha perso la moglie e due figli, nonché la speranza di uno stato giusto.
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