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Un governo ingiusto

  • giuliabisogno
  • 31 dic 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

Durante la pandemia Zhang Zhan, una giornalista cinese di 37 anni, attraverso il suo blog personale ha cercato di informare la popolazione, condividendo informazioni ed immagini riguardo gli ospedali e il Covid-19. I suoi post includevano video di corridoi ospedalieri con pazienti a cui era somministrato l'ossigeno e altri che suggerivano che alle persone fossero stati addebitati costi per test antivirus che in realtà sarebbero dovuti essere stati gratuiti. Di tutto questo è stato informato il governo cinese che ha accusato la giovane donna di aver diffuso fake news. In Cina la diffusione di notizie false è un reato, che può avere una pena di addirittura cinque anni di carcere. La giornalista, quindi, pur avendo diffuso notizie vere, accusata dal governo ora è in carcere da maggio e deve scontare una pena di ben quattro anni. Oltre a questa giornalista, in questo periodo anche Chen Qiushi, un ex avvocato diventato giornalista, è stato arrestato a gennaio. Anche il giornalista Li Zehua, che si è recato a Wuhan per raccogliere informazioni dopo la scomparsa di Chen, è scomparso all'inizio di febbraio ed è stato rilasciato ad aprile.

Zhang Zhan, inoltre, ha anche fatto lo sciopero della fame in segno di ribellione contro il governo cinese che priva i suoi cittadini di una delle libertà fondamentali, ovvero il diritto di parola.


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