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Il Recovery Fund, indispensabile per la ripresa dell'Europa

  • luigiindinnimeo
  • 28 dic 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Il Recovery Fund prevede "l'emissione di titoli europei da parte della Commissione per l'erogazione di contributi a fondo perduto e di prestiti, in modo da dare una risposta unitaria alla fase di ripresa post Covid-19 e va nella direzione di accrescere il livello di integrazione europea”. Questa è la definizione essenziale del Recovery Fund che si trova sui principali quotidiani nazionali ed internazionali e sui siti internet.

Il progetto muove da un dato incontestabile rappresentato dagli effetti del Coronavirus sulla economia mondiale, effetti in grado di prostrare piccole e medie imprese, il commercio, lo sviluppo della economia su piccola e media scala con inevitabili conseguenze sul complessivo benessere planetario. Ciò ha finalmente spinto l’Unione Europea ad intraprendere una effettiva politica economica unitaria rendendo forse concreto lo spirito che ha innervato il legislatore europeo quando ha immaginato l’Europa Unita, un sogno nato dalla cenere dei totalitarismi dell’inizio del secolo scorso che distruzione e morte hanno portato nel continente e nel mondo rendendolo teatro della peggiore concretizzazione del mostro che spesso agita l’animo umano.

Studiando per l’esame dell’ultimo anno delle scuole secondarie di primo grado ho scoperto che proprio l’enorme deficit di solidarietà tra paesi europei fu la principale causa del secondo conflitto mondiale. Dopo la Prima Guerra Mondiale i tedeschi sconfitti furono travolti dai debiti e lasciati in condizioni economiche assai precarie senza alcuna possibilità effettiva di ripresa. Proprio su tale profonda prostrazione soffiò il fetido vento nazista compattando una popolazione provata dal debito pubblico che si riconobbe nel nuovo orgoglio germanico, nella riscossa di Adolf Hitler.

Ho compreso, quindi, che le disuguaglianze sociali, anche su larga scala, possono generare morte e distruzione. È solo questione di tempo e di radicalizzazione del disuguale. Raggiunto il livello massimo di disuguaglianza, lo svantaggiato reagisce e, anche chi si è sempre sentito al sicuro, è costretto ad accorgersi della sua presenza, prima invisibile. Celebre sotto tale profilo, durante la rivoluzione francese, la sorpresa di quella monarchia ai moti di popolo privo del pane disposta a soddisfarlo con le brioches. Anche in quei tempi la disuguaglianza sociale aveva raggiunto livelli di insopportabilità in grado di fomentare la rivolta.

Il legislatore europeo ha pensato, quindi, dopo i disastri dei nazionalismi degli anni 20 - 45 dello scorso secolo ad una Europa unita e solidale idonea ad eliminare geneticamente una delle principali cause delle degenerazioni dei sistemi politici. Il progetto è grandemente ambizioso ed ha prestato il fianco a battute di arresto che hanno comportato anche la recente Brexit: viene da subito in mente, ad esempio, la criticità della solidarietà in tema di immigrazione con le grandi difficoltà di Italia e Germania sottovalutate dagli altri paesi dell’Unione.

Più di recente viene in mente anche il percorso tormentato che ha portato, poi, finalmente all’approvazione del progetto del Recovery Fund: diffidenze, preoccupazioni hanno spesso spinto alcuni paesi a resistere a progetti unitari nonostante la pandemia da Covid-19. La spinta dei nuovi contagi, dei morti, dello stress del sistema sanitario è stata catalizzante e decisiva per la convergenza anche dei paesi più riottosi a tale accordo che per la prima volta appare sublimare una Unione Europea contro gli effetti del coronavirus dando un senso alla nostra Unione che lega paesi così diversi tra loro.

Una universalità sociale, politica ed economica è il nostro futuro, ma il futuro dobbiamo dimostrare di meritarcelo adesso come Italia.


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