La storia di Michele Mazzella
- pasqualelambiase
- 19 gen 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Michele Mazzella è un medico specializzato in odontoiatria. Nato a Procida ha vissuto un’infanzia difficile a causa di una malattia, che colpisce i neonati e i bambini tra i 2 e i 5 anni. Michele ha raccontato in un post social, come non gli è solito fare, di come nel 1957, all’età di due anni, abbia contratto la poliomielite. Si tratta di una malattia virale, proprio come il coronavirus, che gli ha segnato la vita, causandogli la paralisi di un arto. Nonostante la sua vita sia stata segnata da questo evento, ciò non gli ha impedito di realizzarsi e di svolgere un lavoro faticoso e stancante come l’odontoiatra. La sua paralisi lo ha portato a vivere un’adolescenza segnata dagli sfottò degli amici, che lo chiamavano “zoppo”, e dai limiti della sua disabilità. Molti disabili, infatti, nascondono le proprie limitazioni per la vergogna, invece il dottor Mazzella ha usato la sua disabilità come arma per convincere gli scettici. La sua foto sui social è diventata virale ed ha scatenato un dibattito tra le persone favorevoli al vaccino e quelle no-Vax: niente può convincere gli scettici più di un esempio di una vita segnata dai limiti. Mazzella ha spiegato con una semplice foto, che, se ai suoi tempi il vaccino della sua malattia fosse stato inventato e diffuso, la sua vita sarebbe stata diversa, come quella di tanti altri ragazzi. Nei tempi moderni, dove l’immagine è più importante di molte parole, la foto scattata dal dottor Mazzella mi ha ricordato una immagine mostratami dai miei genitori pochi giorni fa.

Questa mostra un bambino che chiede alla madre il perché di “quello strano segno” sul braccio, stessa parte del corpo dove oggi vengono iniettati i vaccini. Quel segno è l’esito del vaccino contro il vaiolo che ha raggiunto il suo scopo; infatti, questa malattia è scomparsa grazie a quella iniezione e i ragazzi di oggi non necessitano di alcuna vaccinazione.
Spero con tutto il cuore che i ragazzi delle prossime generazioni leggano post come quello del dottor Mazzella e che riescano a comprendere la situazione difficile che stiamo vivendo in questi anni. Sono certo, inoltre, che anche noi potremmo dire ai nostri figli di aver sconfitto il coronavirus grazie all’uso dei vaccini.
Comments