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La Giornata Mondiale della lotta contro L'Aids

  • eleonoradanza2
  • 1 dic 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Oggi, il 1 dicembre, è la giornata mondiale della lotta contro l'Aids


La giornata è stata istituita il 1 dicembre 1988, un cambiamento epocale sia per la prevenzione dell'Hiv sia per la disinformazione che si aveva a quei tempi sulla malattia. La giornata nasce per accrescere l'informazione riguardante questa. Si era incominciato a parlare di Hiv nel 1981, quando si era riscontrato un inspiegabile aumento di polmoniti in giovani omosessuali. Dopo tre anni il virus venne isolato e identificato e dopo soli sei anni, con uno sforzo scientifico senza precedenti, venne rilasciato il primo farmaco antiretrovirale per controllare l'infezione. Ancora un decennio e esordiva la HAART, la terapia composta da vari farmaci in grado di abbattere la mortalità. Questo virus ha portato alla morte 45mila persone solo in Italia e 35 milioni nel mondo. Quest'anno nella Giornata mondiale per la lotta contro l'Aids si celebra anche la necessità di portare a compimento gli obbiettivi fissati, di cui il primo è sicuramente quello di sconfiggere questa malattia entro il 2030.

“Da quando il virus Hiv è stato identificato per la prima volta nel 1984, ha causato più di 35 milioni di morti nel mondo, rendendo quella di Aids una delle pandemie più distruttive della storia. E mentre l’attenzione del mondo è concentrata su Covid-19, non possiamo dimenticare questo altro virus mortale che ha devastato vite e comunità per quasi 40 anni”. A parlare è Hans Kluge, direttore generale regionale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per l'Europa.

Dei 38 milioni di persone che convivono con l'Aids, secondo i dati, 36,2 milioni sono adulti e 1,8 milioni sono bambini sotto 15 anni. Alla fine di dicembre 2020 erano 27,5 milioni le persone con Hiv che avevano accesso alle terapie antiretrovirali, rispetto ai 7,8 milioni del 2010. Questi progressi possono essere messi a rischio dalla pandemia da Covid-19. In Italia è stato registrato che le diagnosi si sono ridotte del 47% nel 2020 rispetto al 2019. Per l'Istituto Superiore di Sanità (Iss) questo calo è dovuto alla difficoltà di accesso ai test a causa del Covid-19. Nel nostro Paese 6 nuove diagnosi su 10 vengono identificate in ritardo e questo pregiudica l'efficacia delle terapie.

Parlando all' Assemblea generale delle Nazioni Unite Fauci ha detto che bisogna assicurare alle persone con Hiv in tutti i Paesi i farmaci necessari per tenere sotto controlla la malattia. Nell'attesa di un vaccino, oggi la sfida resta quella di ampliare quanto più possibile l'accesso alla diagnosi e ai farmaci antiretrovirali e il controllo del fenomeno della resistenza ai trattamenti.

"L'epidemia di Hiv entra nel suo quinto decennio nel contesto di una pandemia globale che ha sovraccaricato i sistemi sanitari e limitato l'accesso ai servizi salvavita. Nel frattempo, la crescente povertà, i problemi di salute mentale e gli abusi stanno aumentando il rischio di contagio per i bambini e le donne", afferma in una nota il Direttore generale dell'Unicef Henrietta Fore. L'accesso alla terapia antiretrovirale per i bambini è più ridotta che per le donne in gravidanza (85%) e per gli Adulti (74%) a livello globale.

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