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Chiusure anti-Covid-19: manifestazioni da Nord a Sud

  • martazabatta
  • 8 apr 2021
  • Tempo di lettura: 3 min

6 aprile 2021: scoppia in varie parti d’Italia la protesta per ottenere la riapertura delle attività commerciali

“È un governo di matti”: sono le parole pronunciate in un discorso pubblico da Vittorio Sgarbi, noto critico d’ arte, che, martedì 6 aprile 2021 è intervenuto in un comizio in Piazza di Montecitorio, a Roma, unendosi, così, alla protesta contro le chiusure ed i divieti imposti dalle restrizioni del Governo italiano per il contenimento dell’ emergenza da Covid-19.

Davanti al Palazzo di Montecitorio, sede della Camera dei deputati, si sono dati appuntamento i ristoratori ed i commercianti di vari settori giunti da diverse regioni per chiedere alle istituzioni di ridurre i divieti mirati a frenare la diffusione del Coronavirus e riaprire le proprie attività. La situazione è, però, degenerata quando i manifestanti (molti privi di mascherina) hanno tentato di occupare la piazza; questa forzatura, infatti, ha scatenato risse contro la polizia. Durante gli scontri si sono avuti lanci di fumogeni ed oggetti contro gli agenti. Tra questi ultimi ci sono stati alcuni feriti, mentre diverse persone che protestavano sono state identificate e fermate. Decine di manifestanti si sono avvicinate allo schieramento delle forze dell’ordine con le mani alzate chiedendo di poter raggiungere Palazzo Ghigi, sede del governo italiano, adiacente al Palazzo Montecitorio. In piazza forti le urla di slogan contro il governo.

C’è stato anche un ristoratore che, per attirare l’ attenzione sulla gravità della loro condizione, si è presentato alla manifestazione truccato in viso con i colori della bandiera italiana, indossando un copricapo di pelo e le corna che hanno ricordato il manifestante statunitense divenuto celebre durante l’ assalto al Congresso USA avvenuto ad inizio anno.

In Piazza Montecitorio ha partecipato, a sostegno dei ristoratori, anche una rappresentanza di Casa Pound, il movimento politico di estrema destra e di ideologia neofascista.

Il 6 aprile è stata una giornata di proteste anche in altre città. A Milano, in Piazza Duca d’Aosta, si è tenuta una contestazione dei lavoratori del commercio ambulante che, sfilando in un corteo non autorizzato alla volta della Prefettura, hanno bloccato il traffico nei pressi della Stazione Centrale. Gli ambulanti sono scesi in piazza contro le limitazioni del governo, ma anche contro l’ insufficienza degli aiuti economici. Contemporaneamente vicino a Palazzo Lombardia, sede della Giunta regionale, ha protestato un gruppo di lavoratori impiegati nel settore dei bus turistici per chiedere una ripresa delle attività, mentre fuori dal Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, si sono riuniti, in segno di protesta, alcuni dipendenti dell’ Alitalia.

In Campania, all’ altezza di Caserta, i mercatali hanno bloccato con i furgoni l’ autostrada A1, sia in direzione Nord che Sud, creando una lunga coda di auto e paralizzando il traffico. I veicoli sono stati deviati su percorsi alternativi per poi rientrare sull’ A1, superando il blocco dei manifestanti. Anche il governatore della Campania Vincenzo De Luca, atteso a Santa Maria Capua Vetere per una conferenza stampa, è rimasto intrappolato in autostrada. Venditori ambulanti, ma questa volta a Bari, hanno protestato chiedendo l’ apertura dei mercati, chiusi ormai da un mese, e sottolineando la totale mancanza di supporti finanziari.

Anche a Torino si sono verificate contestazioni con raduni davanti al tribunale.

Le associazioni di categoria condannano i gesti che possono portare a scontri e sottolineano che le proteste, esprimendo la disperazione ed il senso di abbandono dei lavoratori colpiti indirettamente dal Covid, sono una richiesta di aiuto alle istituzioni. Che la maggior parte dei dimostranti non avesse intenzioni violente ne erano certi in tanti, tra cui un agente di polizia che, togliendosi il casco, si è recato a parlare con i manifestanti che hanno applaudito il suo gesto. Tuttavia le indagini sugli accadimenti di Montecitorio hanno fatto emergere alcuni sospetti, in base ai quali tra la folla si sarebbero infiltrati alcuni gruppi che avevano solo l’ obiettivo di sfruttare il disagio sociale per creare incidenti. Da tali persone la gran parte dei manifestanti ha preso le distanze in quanto con la violenza arriverebbero solo messaggi sbagliati.

Ciò che si è evinto dai gesti disperati è la forte crisi del settore commerciale ed in generale delle piccole imprese e di quelle familiari su cui si basa l’ economia italiana. La penuria di introiti alimenta la malavita organizzata; alcuni esercenti sono stati costretti a ricorrere allo strozzinaggio per pagare i dipendenti. Dinnanzi a ciò, come hanno affermato i rappresentanti delle associazioni di categoria, la politica non può fingere di non vedere, altrimenti se non si muore di peste si morirà di carestia.

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