Anna Nocera: la prima vittima di un femminicidio di mafia
- martazabatta
- 27 mar 2021
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"Scellerati, infami, vi succhiaste il sangue di mia figlia!", è la frase pronunciata dalla madre di Anna, Vincenza Cuticchia, agli imputati in un'udienza.
di Chiara Sparacino e Marta Zabotta
Oggi, 21 marzo, per la "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie" ricordiamo Anna Nocera, la vittima del primo femminicidio di Mafia.
Anna Nocera, nata a Palermo nel 1861, inizia a lavorare a Porta Montalto come domestica, a sua insaputa presso una famiglia di mafiosi, ovvero la famiglia Amoroso. Ben presto, però, Leonardo Amoroso inizia a corteggiarla e Anna, spaventata dai suoi modi bruschi, rifiuta elegantemente il ragazzo e lascia il lavoro, ma, a causa delle sue condizioni di estrema povertà, è costretta a riprendere il suo lavoro presso la stessa famiglia. Insieme al lavoro continuano anche i corteggiamenti e all'età di 17 anni rimane incinta.
Anna, per rimediare, chiede a Leonardo di sposarla, ma il giovane non ne ha alcuna intenzione e, stanco delle sue richieste, decide di risolvere la questione a modo suo. Infatti il 10 marzo del 1878 Anna non fa più ritorno a casa facendo così preoccupare i suoi genitori.
Dopo giorni di ricerche vane, nei genitori si fa sempre più chiara l'idea dell'uccisione della propria figlia e della sua sepoltura in un luogo ignoto. Il padre della ragazza intuisce che il colpevole è Leonardo Amoroso, come già sospettato in precedenza. Così nei giorni successivi lo aspetta in strada per chiedergli cosa avesse fatto della figlia. A quel punto Leonardo confessa e minaccia di morte il padre di Anna se ne avesse fatto parola con le forze dell'ordine.
il 29 Agosto del 1883 inizia il processo ai fratelli Amoroso che sono accusati di 9 omicidi tra cui quello di Anna. La madre della ragazza si costituisce parte civile del processo, il quale si basa su testimonianze anche di altri mafiosi e si conclude con 9 condanne. Il corpo di Anna non è mai stato ritrovato.
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