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Afghanistan: il desiderio di conoscenza è una condanna a morte

  • Immagine del redattore: CATERINA MARIA RACHE MONTELLA
    CATERINA MARIA RACHE MONTELLA
  • 5 mar 2021
  • Tempo di lettura: 1 min

Il 2 marzo 2021 tre donne sono morte in attentati pianificati e devastanti: gli attentati distinti ma connessi sono avvenuti nella città di Jalalabad in Afghanistan, nei confronti di tre giornaliste, Mursal, Shahnaz e Saadia, uccise da un'arma da fuoco.

Gli agguati sono avvenuti intorno alle 4 di pomeriggio ai danni di tre giornaliste che lavoravano presso la tv e radio privata Enikass. Non è la prima volta che forze legate all’universo jihadista prendano di mira la stampa e si dimostrano ancor più feroci se a lavorare sono donne.

La prima vittima è stata Mursal Habibi uccisa da un colpo alla testa mentre stava semplicemente passeggiando per la sua città; Shahnaz e Saadia erano invece fra la folla quando la loro vita è stata interrotta, nella folla sono rimasti feriti anche due passanti.

Il direttore di Enikass Zalmay Latifi aveva denunciato pochi giorni fa che i jihadisti avevano preso di mira i dipendenti di Enikass TV e si stavano preparando a lanciare una nuova guerra civile nel Paese. Le vittime erano doppiatrici che lavoravano da tempo.

La motivazione dell'aggressione non è ancora chiara, nell'ultimo periodo sono stati uccisi almeno 14 giornalisti in Afghanistan. Si parla di una nuova strategia del terrore pianificata e realizzata dai jihadisti. Ad oggi possiamo solo dire che purtroppo in questo paese la libertà d'informazione e comunicazione non c'è...


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